Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Condizione femminile, quote rosa, donne al potere, circoli politici femminili, suorine di carità.

Luoghi comuni, schemi che ingabbiano la donna, questa sconosciuta, chiunque essa sia.
In clima preelettorale si sprecavano conferenze sulle più varie banalità: le donne in politica, cosa la politica può fare per le donne, i tè nei circoli delle signore per bene.
Questo ci ha mai risolto la vita?
Penso di no.
(nella foto, Devorah Major, poetessa che si batte per i diritti civili negli Stati Uniti)
La politica si occupa di noi a livello superficiale, è questo il problema, e non aiuta, paradossale ma vero, che di pari opportunità si occupino le donne.
Quando le donne sono il sottoprodotto di una cultura maschile dedita al potere e alle alleanze, alla conservazione dei privilegi e allo sgomitamento, che differenza può fare che se ne occupa un uomo piuttosto che una donna?
Cosa è davvero la politica dal punto di vista delle donne?
Non sono sicura di sapere la risposta.
E’ più facile scorgerne il vero volto nell’arte, nella cultura in generale, quella alternativa soprattutto.
Allora vedi creazione, rinnovamento, propositività, emozione, energia, passione.
Certo, la questione si pone a livelli alti.
Quando la vita batte fra i bambini l’asilo la spesa il marito assente per lavoro i conti a fine mese, possibilità di creazione ne vedo poca.
Vero anche che siamo fortunate.
La condizione di noi occidentali è privilegiata, e questa è un’ovvietà.
La condizione femminile si sostiene sui trampoli spesso sbilenchi dell’educazione individuale, delle possibilità di vita e di scelta.
Mancano quelli, la questione non si pone.
Io sarei per una rivalutazione del tempo libero.
Non solo per le donne, ma anche per gli uomini.
Diamo alla gente la possibilità di vivere meglio.
La cultura fiorisce quando le condizioni economiche la sostengono.
È noto a tutti che negli ultimi anni il reddito si è ristretto e con esso la possibilità per la gente di accedere al film in più, al libro in più, al giornale in più.
Questo fa la differenza.
Questo regola l’accesso al Foro comune della discussione.
Questo determina le fortune di Internet, che qualcuno indica come la rivoluzione democratica contemporanea.
(nella foto Janine Pommy Vega, poetessa beat)
Intenet permette l’accesso libero ai servizi che la società sottopone a norme alle quali non tutti abbiamo libero accesso.
Ed è un bene. Il “libero” mercato ha bisogno di uno scossone profondo. Nell’antica Grecia e ancora prima nella civiltà minoica le donne che appartenevano a ceti sociali più elevati erano privilegiate, colte, maggiormente libere, con possibilità di esprimere idee e di fare cultura. Ed è la cultura a fare la società. Anche se noi, ultimamente, siamo abituati a regimi diversi.