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“Che cosa possono le leggi dove regna soltanto il denaro? La giustizia non è altro che una pubblica merce…”. Il nuovo singolo di Battiato ci parla di un’Italia anestetizzata, addomesticata da una pseudo-cultura materialistica ormai dominante. Sarà vero o falso? E’ un’esagerazione? E’ un “lamento politico” mascherato da opera artistica? Come sempre capita, si dice e si dirà di tutto, ma sta di fatto che (anche) Battiato ci invita ad allargare lo sguardo, e lo fa con la forza genuina di un artista decisamente lontano dalle umane e piccole beghe politiche. Ci sono comportamenti che dovrebbero essere condannati sempre e comunque, non c’entra lo schieramento di appartenenza. Semplice a dirsi, ma nel “farsi” sembra proprio che in molti non si riesca a guarda re oltre la persona in sé. Questo è grave, molto, perché all’origine di una sistematica confusione: non si riesce più a separare il simbolo dall’atto, e così una persona che agisce in un certo modo viene approvata o condannata a prescindere dagli atti compiuti. Di più: gli atti compiuti vengono addirittura ignorati. “Inneres auge”, il “terzo occhio”, l’occhio interiore che permette di vedere – oltre il piano dell’apparenza – l’aura delle persone. Battiato ci ricorda che le persone andrebbero viste oltre le luci sfavillanti, le giacche-e-cravatte-e-guardie-del-corpo e le fin troppe parole assolutamente vuote di significato che pronunciano. Ma forse, a ben pensarci, tutto questo non accade proprio perché inevitabile frutto di una certa cultura occidentale dominante? Una cultura nella quale ciò che più appare, ciò che più colpisce, in qualche modo viene considerato preferibile, “superiore”. “Con le palpebre chiuse s’intravede un chiarore che con il tempo – e ci vuole pazienza – si apre allo sguardo interiore.” Le palpebre chiuse, il restarsene in disparte per meglio comprendere… sì, sono davvero valori e modi di agire profondamente estranei alla cultura dominante. Ma quel chiarore arriva per tutti, prima o poi, fa parte della Storia. Quella che guarda oltre gli avvenimenti.
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