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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Fin dal suo avvio, il progetto Animus et Anima si è proposto come punto di riferimento per una condivisione artistica qualitativamente elevata, dedicata alla messa in evidenza di energie artistiche potenziali e manifeste. Anche – e forse soprattutto – dal confronto critico, è possibile ricavare preziosi spunti per indirizzare al meglio o re-indirizzare la propria creatività, partendo ovviamente dal presupposto che le energie creative vanno continuamente educate, affinate.
E’ in quest’ottica che vanno compresi i servizi editoriali che vi proponiamo, con valutazioni particolareggiate dei vostri testi tese a porne in evidenza – con una lettura a più livelli (linguistico, stilistico, ecc.) – ogni aspetto realizzativo.
In un prossimo futuro sono previste ulteriori iniziative e altri spazi nel sito a disposizione degli artisti. La nostra priorità è offrire e condividere servizi che puntino innanzitutto alla qualità, non alla “quantità”. Non riteniamo utile offrire all’artista servizi a prezzi stracciati che inevitabilmente nascondono valutazioni frettolose e quindi superficiali. Per questo motivo, dopo l’invio dei testi sono previsti circa trenta giorni prima dell’invio della valutazione critica, durante i quali i testi saranno letti e valutati in ogni loro aspetto.
- Recensione critica di raccolte di poesia (max cinquanta poesie di max cinquanta versi ciascuna): 30 euro
- Recensione critica di testi di narrativa, raccolte di racconti e testi teatrali (max cinquanta fogli, con numero di battute max settanta per ogni rigo per max 50 righi): 60 euro
- Recensione di libri di poesia già pubblicati (contattateci per richiedere l’indirizzo presso il quale inviare una copia): 20 euro
- Recensione di testi di narrativa, raccolte di racconti, testi teatrali già pubblicati (contattateci per richiedere l’indirizzo presso il quale inviare una copia): 50 euro
- Per raccolte che comprendono un numero maggiore di poesie o di pagine complessive, prezzo da concordare.
Contattateci in ogni caso per qualsiasi informazione, per concordare l’invio di opere e le modalità di pagamento.
E-mail: info@animusetanima.com
Infoline: 339 2319589
E Dio disse: Non è bene… Finora Dio aveva visto per ben sette volte che tutto andava molto bene, che era buono, anzi, molto buono. Che cosa accade adesso all’improvviso di non buono? Non è bene che l’adam sia solo: gli farò un aiuto, adatto a lui… Dio ha dunque qualcosa da sistemare, perché l’adam è solo. E si rende conto di questa solitudine dell’uomo osservando gli animali. Dio li formò dall’adamà: gli animali della campagna e gli uccelli del cielo, e li condusse all’adam per vedere come li avrebbe chiamati e, come l’adam avrebbe chiamato ogni essere vivente, così si sarebbero chiamati. Li puoi scorgere davanti a te: l’adam tutto solo fra gli alberi e gli animali. Ha un senso di smarrimento perché non ha ancora trovato il vocabolo albero, per non parlare di quercia e tiglio. E chi sono quelli che sopra, sotto e intorno a lui nuotano e strisciano, pascolano e trottano, ronzano e fanno chiccirichì? Niente ha ancora un nome, e perciò l’adam non riesce ancora a gestire alcunché. Chi sono i gabbiani, chi i leoni? I gabbiani hanno una criniera e i leoni delle ali? Finché niente porta un nome, niente ha collocazione. Ascolta: adesso l’adam sta dando un nome agli animali, nella loro collocazione. Fa come un bambino che nella spiaggia mette ordine nel caos smistando le conchiglie e raggruppandole per tipo. “Tu sei leone e tu gabbiano, tu che hai le ali vivi sull’albero, e tu che hai la criniera ci stai sotto.” Ma le cose sono piuttosto complicate, perché il leone non è solo, c’è un leone che è accanto a lui, che è uguale eppure diverso. Tu sei leone e tu leonessa, dice l’adam e non ha ancora finito di parlare che il leone e la leonessa s’incamminano insieme verso la boscaglia. Sull’albero il gabbiano vola qua e là mentre la femmina sta chiaramente covando qualcosa. Tutt’a un tratto l’adam si sente molto solo. Non ha nessuno capace di pensare e di parlare come lui, nessuno che abbia un nome e gli chieda il suo nome, nessuno cosciente che tutti sono a coppie mentre lui soltanto è solo. Ma per fortuna Dio se ne accorse. E Dio lo considerò non buono: gli farò un aiuto adatto a lui. […] L’adam era stanco del suo solitario rimuginare. Si addormentò e sognò. Che cosa sognò? Non una donna della quale non conosceva ancora l’immagine. O forse già la conosceva? Quella notte Dio creò la donna da una costola che aveva preso all’adam, da uno dei suoi fianchi. Da solo sei limitato. Insieme con un altro- un aiuto che ti si adatti, che ti sia affine, molto vicino- sei completo. Dio creò la donna da uno dei fianchi di adam. Senza un altro, adam è a metà. Essere umano, tu devi avere una dolce metà, qualcosa o qualcuno a cui darti, un uomo, una donna, un amico, un’amica, una vocazione, un lavoro a cui dedicarti, qualcuno adatto a te con cui affinarti, un essere umano da amare e consolare e da cui essere amato e consolato. Dio non creò la donna dalla testa dell’uomo- i rabbini fanno sottilmente notare- perché non si elevasse al di sopra di lui. Tanto meno Dio creò la donna dai piedi dell’uomo, perché non si sentisse a lui sottomessa. Quella notte la donna fu tratta dalla costola dell’adam, perché fossero alla pari.
[…] Dio non ha creato Ish e Ishà nello stesso giorno. I maschi e le femmine dei leoni e dei gabbiani sono stati creati nello stesso giorno. Non così l’uomo e la donna. Dio ha preso fiato nel frattempo. Per questo l’uomo non è un animale al maschile e la donna non è un animale al femminile.
Quando l’adam si sveglio…e così proseguirà d’ora in poi, di generazione in generazione, quando un uomo e una donna si destano nel giardino della vita e si scoprono l’un l’altro. Allora lasceranno il loro padre e la loro madre, si uniranno e saranno un solo essere umano. Non di rado è una faccenda complicata staccarti da coloro che ti hanno dato la vita. E tuo padre e tua madre devono lasciarti libero. Puòp essere un percorso molto solitario. In ogni caso questa è la via che deve essere seguita. Gettiamo ancora una volta un’occhiata su Ish e Ishà. Guarda con quanta naturalezza giocano insieme nel giardino. Sono nudi, ma non si vergognano l’uno dell’altra. E perché dovrebbero? Dio vide che era buono.
Tratto da “Il racconto della Bibbia- Pentateuco” di Nico Ter Linden, Rizzoli (1998)
NICO TER LINDEN, nato nel 1936, è pastore evangelico. Le sue letture bibliche hanno attirato per anni folle immense (composte non solo da fedeli) alla Westerkerk di Amsterdam. Dal 1995 si è ritirato dall’attività pastorale per dedicarsi esclusivamente alla scrittura. Questo libro è il primo di una serie di cinque, che raccontano l’Antico e il Nuovo Testamento. È stato al centro di uno straordinario successo in Olanda (dove ha venduto oltre 130.000 copie) e viene ora tradotto in quattro paesi.
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