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Di Anima (del 18/03/2007 @ 14:40:12, in Sinan Gudzevic, linkato 373 volte)
Sinan Gudžević è nato nel 1953 a Grab nella provincia di Novi Pazar in Serbia. Poeta, traduttore, filologo, ha studiato filologia classica e metrica antica, lingua e cultura italiana. Ha pubblicato versi su riviste e nelle raccolte Grada za pripovetke (Materiale per racconti, Belgrado (1978) e Rimski epigrammi (Epigrammi romani), Spalato (2001). Ha viaggiato molto e soggiornato in paesi europei e sudamericani. Traduce in serbo- croato poesia classica greca e latina, poesie e prose latine e medioevali, rinascimentali e moderne, gli epigrammisti germanici, russi, portoghesi. Ha scritto una serie di testi sulla guerra linguistica serbo- croata. In italiano ha tradotto insieme con Raffaella Marzano, l’antologia poetica del poeta bosniaco Izet Sarajlić Qualcuno ha suonato (Multimedia Edizioni, 2001). Vive a Zagabria.

Sinan Gudžević è uno dei rari poeti contemporanei che unisce una vasta cultura moderna a un a profonda cultura classica, prevalentemente greco- latina. Questa fusione dà alle sue poesie un’impronta straordinariamente originale...La sua poetica è radicata formalmente nell’epigramma, quel genere letterario, ormai quasi abbandonato, e stilisticamente in un uso molto esigente della litote e della pointe. Nei suoi versi in poche parole egli esprime un mondo, tutto suo, che si innesta poi nel nostro mondo comune.
Predrag Matvejević

Scritti in distici elegiaci e caratterizzati dal virtuoso gioco musicale reso dall’inconsueta fusione di arcaismi e neologismi e dalle rime ed assonanze interne, per la loro qualità ritmica, questi epigrammi sono una vera e propria maestria linguistica. Gudžević prende in prestito il tono dei grandi classici per commentare la quotidianità della Roma odierna, vista dagli occhi di un immigrato che porta in tasca il passaporto di un paese distrutto dalla guerra..
Asmir Kujović


Un passerotto saltella sotto una colonna di Piazza di Spagna,
ferito e dolente, storpio ad un piede e claudicante.
Ma se t’avvicini a lui, lieve dal suolo s’invola,
tutto agile e potente, come se nulla fosse.
A nessun altro che a lui somigliano queste poesiole-
Siate benevoli, o lettori, mi sfuggì questa parola!



Fu Parmenide quello che che diede per primo la prova
che della sera l’astro sia del mattino lo stesso.
Una possibile prova si offre anche a me questa notte.
Vuoi sapere qual è? Siedo alla finestra e veglio.



Stanotte ubriaco dormivo, ed ora da sobrio son desto,
per tutti gli dei, fa male sia quello che questo.



Fui colto da febbre d’un tratto nel mezzo della notte,
presi a tremar dal freddo, dolevano tutte le membra,
mal di testa mi prese e fiacca in tutte le ossa.
Un tremendo dolor tutto s’impossessò di me.
Come una serpe al laccio, non trovavo né pace né quiete,
tutta la notte sudai freddo e caldo e freddo.
Che non mi colga, o dei, mai più un simile male.
Tanto fa male la morte, che non mi prenda giammai.



Tre son i maschi per una donna: il primo le paga le voglie,
l’altro che l’ama e il terzo per esser amato da lei.
Tutta la notte mi sforzo di sfatare il perfido detto:
cerco di riunire in me quello che farebbero tre.



Ora c’è guerra e ora spariscono i colori:
gli scuri diventano neri, i chiari diventano bianchi.
Gli uomini sembrano tutti scatole chiuse di scacchi:
nere e bianche da fuori, come i pezzi di dentro.



Calcoli, reuma, artrite li ereditai da madre,
sonno inquieto e lieve da parte paterna mi viene,
sudore notturno, prurito li presi dal nonno materno,
l’indole a pianto e uggia dono della nonna materna,
flemma, facondia, fiacca dalla nonna paterna,
il digrignare di denti notturno traccia del nonno paterno.
Se a tutto aggiungi anche i miei propri tributi
due prolassi dorsali, ulcera, vitiligine e pressione
forse infine avrai un’idea più chiara di quale
misero essere vuole burlarsi di Roma in versi.



Sinan Gudžević nacque all’alba delle idi di marzo.
Ora lo sai, e attento alle idi di marzo anche tu.

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Di Anima (del 18/03/2007 @ 14:37:05, in Hildegarda di Bingen, linkato 447 volte)
“Oh tu, fragile creatura ... parla e scrivi ciò che vedi”

Ildegarda nacque nei pressi di Alzey (a circa 30 km da Magonza) da Matilde e Idelberto di Bermersheim. Era di famiglia nobile. Due particolarità si notarono subito nella bambina Ildegarda: era di intelligenza pronta ed acuta ma anche di salute fragile. La sua vita fu segnata da visioni celesti che cominciarono all’età di 5 anni come lei stessa raccontò:

“Nel mio quinto anno di vita vidi una luce così grande che la mia anima ne fu scossa però, per la mia tenera età, non potei parlarne...”.
All’età di otto anni fu affidata alla maestra Jutta, una giovane donna di famiglia nobile appena ritiratasi nel monastero benedettino di Disibodenberg. Il secondo maestro fu il monaco Volmar, assistente spirituale della clausura ed in seguito suo primo segretario. Giunta all’adolescenza Ildegarda decise liberamente di entrare nell’ordine, e ponendo così la sua vita al totale servizio di Dio.
Per trent’anni non si verificò niente di straordinario, mentre Jutta scopriva, piena di meraviglia che la sua allieva Ildegarda era diventata a sua volta maestra. E così quando ella morì le monache la elessero loro badessa. Seguirono cinque anni di ordinaria amministrazione poi a 42 anni la svolta decisiva. Sentì la voce di Dio che le diceva:

“Manifesta le meraviglie che apprendi ... Oh tu fragile creatura ... parla e scrivi ciò che vedi e senti...”.

Un particolare: più lei resisteva alla Voce, più aumentavano le sofferenze. Finalmente, dietro consiglio di Volmar, cominciò a scrivere. E anche le forze ritornarono. Il primo frutto fu l’opera “Scivias” (Conosci le vie). In 35 visioni c’è tutta la storia della salvezza. È un invito pressante a
“conoscere le vie, a prestare attenzione, a guardare, scrutare, discernere le vie divine, i percorsi, rettilinei o contorti, le circostanze belle o brutte nelle quali Dio ci viene incontro. Tutte le vie portano ad un’unica meta, pertanto in ogni circostanza si può desiderare Dio e conoscerlo”.

La sua fama intanto cresceva sempre di più, fino ad arrivare alle orecchie del papa Eugenio III che nel 1147 aveva convocato un sinodo generale della Chiesa a Treviri. Il papa inviò una delegazione ad incontrare e interrogare Ildegarda. Il test fu superato brillantemente e gli “esaminatori” ritornarono contenti. Al sinodo intervenne anche Bernardo (San) il famoso abate di Chiaravalle, che chiese al papa di non permettere che una luce così luminosa fosse coperta dal silenzio. Eugenio la incoraggiò a scrivere. Uno dei frutti della sua fama (e santità) fu il grande numero di ragazze nobili che bussavano alla porta del suo monastero. Anche per questo, non senza difficoltà, riuscì a fondarne un altro vicino a Bingen.

Possiamo dire che Ildegarda era una monaca atipica. Non era tutta casa (monastero) e chiesa; non era una donna segregata dal mondo tutta incentrata su Dio. Viveva profondamente delle vicende del suo tempo. La sua fama infatti arrivò fino a... Federico Barbarossa (sì l’imperatore che ebbe molto da fare anche in Italia). Ildegarda ebbe buoni rapporti con lui fin dal 1154. Questo però non le impedì in seguito di prendere posizione decisa contro di lui a favore del papa legittimo Alessandro III e contro quelli illegittimi “eletti” da lui. Ildegarda gli scrisse contro parole di fuoco: “Colui che è dice: la ribellione Io la distruggo... Guai, guai alle male azioni dei sacrileghi che mi disprezzano”. L’imperatore non rispose, non si vendicò, ma interruppe il legame. (Alla “distruzione” del Barbarossa contribuì anche la sconfitta che subì a Legnano nel 1176 per opera di una coalizione di città del nord Italia).

Ildegarda intraprese anche quattro grandi viaggi di predicazione pur essendo non più giovane e malaticcia. Predicò, tra le città tedesche, anche a Treviri e a Colonia. Questo era possibile perché godeva di una grandissima autorità spirituale che le permetteva di parlare con decisione e talvolta con durezza e senza paura. È rimasta famosa (infatti fu tramandata) la predica di Treviri nella Pentecoste 1160:

“Io povera creatura, a cui mancano salute, vigore, forza e istruzione, ho udito nella luce misteriosa del vero volto le seguenti parole per il clero di Treviri: i doctores e i magistri non vogliono più dar fiato alla tromba della giustizia, perciò è scomparsa in loro l’aurora delle buone opere...”.

Anche a Colonia fu molto dura con il clero:

“Per la vostra disgustosa ricchezza ed avidità, nonché per altre vanità non istruite i vostri fedeli”.

Fu altrettanto decisa contro gli eretici detti Catari.
La sua fama era grande, l’attività incessante e le malattie tante. Tuttavia Ildegarda aveva l’intelligenza (e la santità) di fare anche della auto ironia: “Perché non insuperbisca Dio mi ha costretta a letto”.

Varie furono le sue opere. Ho già detto della prima “Scivias”. La seconda fu il “Libro dei meriti della vita” in cui tratta del grande tema dell’armonia tra legge di Dio e volontà dell’uomo. Nell’opera “Libro delle opere divine” riprende l’immagine dell’uomo posto in una struttura complessa di rapporti fra microcosmo e macrocosmo. Scrisse anche opere nel campo medico-scientifico che hanno recentemente destato interesse tra gli studiosi.

È interessante notare come le sue visioni sono originali, contenenti straordinarie figurazioni intellettuali e immaginifiche, sviluppate sulla base dell’immaginario collettivo del Medio Evo: vi sono presenti elementi naturalistici e astrologici ereditati dall’antichità pre-cristiana. Dio parlava ad Ildegarda, come già ai profeti dell’Antico Testamento, dall’interno della sua cultura.

All’uomo d’oggi Ildegarda dice di non fare di se stesso un idolo, sacrificando ad esso tutto. La sua grande battaglia fu contro l’autonomia umana idolatrata, contro l’uomo centrato su di sé e pieno di sé, contro l’uomo che parla con empietà proclamando: “Non voglio ubbidire né a Dio né a qualsiasi uomo”.
E qui c’è anche un messaggio ecologico per l’uomo moderno. È di bruciante attualità. Tante volte ci si lamenta dell’inquinamento delle acque e dell’aria delle nostre grandi città. La qualità della vita sembra sempre più in pericolo, dovuto ad uno sviluppo selvaggio (non sostenibile) sprezzante dell’ambiente. Una volta rovinato esso si ritorce contro l’uomo stesso (pensiamo all’effetto serra e simili).

Per Ildegarda è quest’uomo senza rispetto né per Dio né per l’ambiente che causa il lamento terribile di tutta la creazione:

“E udii – ha scritto la santa – come gli elementi si volsero a quell’uomo con un urlo selvaggio. E gridavano: «Non riusciamo più a correre e a portare a termine la nostra corsa come disposto dal Maestro. Perché gli uomini con le loro cattive azioni ci rivoltano sottosopra come in una macina. Puzziamo già come peste e ci struggiamo per fame di giustizia»”.

È un invito pressante al rispetto della natura. A tutti raccomanda di rispettarla e ascoltarla, perché è Dio stesso che ci parla attraverso di essa. Anche la natura infatti può essere una delle vie per conoscere il suo Amore e arrivare a Lui. Questo il messaggio di Ildegarda. Accogliamolo.
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Di Anima (del 18/03/2007 @ 14:36:08, in Su Animus et Anima, linkato 1647 volte)
Il contatto con l'arte nelle sue manifestazioni più tangibili: il segno si fa parola, immagine, e così la presenza dell'artista viene "amplificata".

In ogni singolo evento c'è la presenza diretta o indiretta di ogni autore che partecipa attivamente alla realizzazione delle collane editoriali.






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Di Anima (del 18/03/2007 @ 14:33:45, in Su Animus et Anima, linkato 1811 volte)

Animus et Anima è un progetto che si espande in tutte le direzioni. E’ fondamentale anche il contatto diretto con le persone, in un confronto di idee che è linfa vitale per il progetto stesso.

Ogni singolo evento è occasione di promozione per le nostre iniziative e per tutte le pubblicazioni, con un “modo di porle” che si allontana dai soliti eventi promozionali. Noi crediamo che l’arte vada proposta con iniziative originali, è tempo di andare ben oltre la figura dell’artista che si limita a prendere il microfono in mano per leggere la propria opera.

I reading, le performances, i video, le “contaminazioni multimediali”… tutto è studiato per rendere viva l’attenzione, per appassionare, perché senza passione l’arte non riesce a comunicare efficacemente se stessa.


Le Nostre Fotografie:







Hanno parlato di noi:





Video on demand



  • Matangi, ripresa del reading di Maria Luisa Pesce tenuto a Palazzolo sull'Oglio, realizzata da Fulvio Fapanni e per la regia di Gian Bianchetti

              Prima parte
             Seconda parte
             Terza parte
             Quarta parte
             Quinta parte
             Sesta parte








 


          


 



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Di Anima (del 18/03/2007 @ 14:32:46, in Su Animus et Anima, linkato 400 volte)
La figura nelle arti visive…percorsi affascinanti che si snodano lungo la pittura, il teatro, la videoarte, la scultura… arti tecnicamente (e non solo) molto diverse una dall’altra, ma accomunate da un intento comune: comunicare attraverso la visione.

Il gesto, il colore, la forma, acquistano forza e dimensione, stupiscono fino ad imprimersi indelebilmente.

Uno sguardo, un accostamento di tonalità, una curva in una forma… condividiamo tali intensità, in questa collana, per uno stupore che giunga fino al lettore.














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Di Anima (del 18/03/2007 @ 14:31:47, in Su Animus et Anima, linkato 563 volte)

La frase che si svolge davanti agli occhi. Discorsiva, “piena”, esplicita.

Come la poesia, anche il linguaggio della prosa ha un fascino che ci parla ininterrottamente, attraverso i secoli.

Linguaggio più vicino alla nostra quotidianità, ma non per questo più facile da proporre da un punto di vista artistico.

Nelle sue varie forme, condividiamo in questa collana la “sfida” stimolante di un linguaggio (apparentemente) quotidiano che riesca ad avvincere oltre le superficialità.

In altre parole, una “sfida” a sottrarsi al potere della banalità.















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Di Anima (del 18/03/2007 @ 14:30:30, in Su Animus et Anima, linkato 588 volte)

Il verso condensa l’emozione, ne porta alla luce l’essenziale profondità. Toccando l’archetipo, il suo fascino diventa linguaggio universale capace di proporsi oltre i limiti del tempo e dello spazio.

Se ancora oggi i versi di Saffo, di Dante, di Leopardi, e di tanti altri autori che hanno attraversato i secoli, parlano al nostro cuore, vuol dire che sono stati capaci di intrecciare il loro linguaggio emozionale al nostro, e in questa capacità risiede il valore oggettivo di una poesia. Valore troppo impalpabile per definirlo, circoscriverlo a priori; c’è bisogno che il testo si accosti alla visione di uno, due, cento, … mille lettori, e così “l’impalpabile” diventa concreta consapevolezza che attraversa tutti.

Le voci della poesia contemporanea offrono nuovi e sorprendenti spunti di riflessione, con linguaggio e tecniche spesso sganciati da correnti poetiche anche recenti. La nostra collana si propone di essere punto di riferimento capace di porre in risalto questi nuovi “flussi” di pensieri, di suoni, di bellezza.

Una bellezza che attraversi il tempo e lo spazio.




Nella collana:










Ciro Rosenbaum , Io sono Ciro







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Di Anima (del 18/03/2007 @ 14:28:45, in Su Animus et Anima, linkato 1133 volte)

Libretti dal formato agile, slanciato.

Una copertina in cartoncino rigido racchiude ventiquattro pagine che a loro volta racchiudono un ritratto: di un autore, della sua scrittura, in una breve raccolta che invita a volgere lo sguardo all’essenziale, in un’epoca in cui la parola stessa diventa spesso fiume in piena che ci travolge con un’inutile e spesso dannosa “quantità”.

Ogni singola pagina è da gustare notando la cura di realizzazione dell’insieme e di ogni particolare. Vi proponiamo contenuti artisticamente elevati “immersi” in raffinate scelte grafiche e editoriali.


Progetto grafico di Gerardo De Filippis e WEM (www.maknef.com).











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Di Anima (del 18/03/2007 @ 14:26:17, in Su Animus et Anima, linkato 1602 volte)


Su Radio Nuova Pieve, ogni Domenica alle 20,30 (in replica il Martedì alla stessa ora) il programma Caleidoscopio di Andrea Bobbio: uno sguardo accurato sul mondo dell'arte.



Il sito del Maestro Antonio Pesce, autore d'eccezione delle copertine della collana Animus et Anima.



Spazi dove la tua arte parla di te, a te e a chi vuole ascoltarti... Animapersa, per ritrovarla.



Il Risveglio dello Spirito-
Piccoli passi verso la consapevolezza- Prendi in mano la tua vita e conducila verso la Luce, l'amore, la Felicità..



Gabriele La Porta, il suo blog:  Inconscio, Magia, Psiche...


































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Di Anima (del 18/03/2007 @ 14:22:39, in Su Animus et Anima, linkato 1681 volte)

Ciro Rosenbaum

Io sono Ciro

Animus et Anima, 2007, Salerno

Collana I passaggi di Persefone

Prima edizione settembre 2007

Copertina in cartoncino con alette.

Formato 15 x 21; 64 pag.

Prezzo: 8 euro

Visita la pagina dedicata a questo libro

Per info e acquisti.




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