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<title>Animus et Anima- Lo Spirito delle cose e l'Anima del mondo</title><link>http://www.animusetanima.com/dblog/</link>
<description>Animus et Anima- Lo Spirito delle cose e l'Anima del mondo</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[Alice nel Sottomondo]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="font-family: Arial; text-align: justify;">
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<div style="text-align: justify;"> <font size="2"><span style="font-family: Arial;">Quanto ha a che fare l'Alice burtoniana con i personaggi che affollano il nostro inconscio?</span></font><br style="font-family: Arial;" /><font size="2"><span style="font-family: Arial;">Tutto direi.</span></font><br style="font-family: Arial;" /><font size="2"><span style="font-family: Arial;"><img hspace="5" border="1" align="left" vspace="3" style="width: 431px; height: 308px;" src="/public/alice3.jpg" alt="" />Il Sottomondo, come pi&ugrave; propriamente dovrebbe chiamarsi, &egrave; il sogno di Alice e per tutto il film la fanciulla ormai diciannovenne non far&agrave; altro che ribadirlo.</span></font><br style="font-family: Arial;" /><font size="2"><span style="font-family: Arial;">Difatti quando all'inizio della storia le verr&agrave; ripetutamente obiettato che lei non &egrave; la vera Alice, pi&ugrave; di una volta ribatter&agrave; che questo &egrave; impossibile, visto che quello &egrave; il &quot;suo&quot; sogno.</span></font><br style="font-family: Arial;" /><font size="2"><span style="font-family: Arial;">Decifrare i personaggi di Underworld &egrave; come calarsi in un manuale di oniromanzia.</span></font><br style="font-family: Arial;" /><font size="2"><span style="font-family: Arial;">Tutti sono attori del nostro inconscio, parti di noi che recitano nel teatro delle ombre che si svolge di notte.</span></font><br style="font-family: Arial;" /><font size="2"><span style="font-family: Arial;">Tutti concorrono al lavoro costante di decifrazione di noi stessi.</span></font><br style="font-family: Arial;" /><font size="2"><span style="font-family: Arial;">Brucaliffo dir&agrave; all'inizio della storia che la fanciulla non &egrave; difatti Alice, per poi affermare alla fine del film che finalmente, ecco, ora  &egrave; lei.</span></font><br style="font-family: Arial;" /><font size="2"><span style="font-family: Arial;">Cosa ha fatto Alice dunque per diventare se stessa?</span></font><br style="font-family: Arial;" /><font size="2"><span style="font-family: Arial;">Si &egrave; individuata.</span></font><br style="font-family: Arial;" /><font size="2"><span style="font-family: Arial;">Ha percorso un cammino di recupero di sue parti che erano andate smarrite: la follia, l'audacia, il coraggio, le sei cose che sono impossibili da fare.</span></font><br style="font-family: Arial;" /><font size="2"><span style="font-family: Arial;">Memorabili i due personaggi delle Regine/Sorelle avversarie irriducibili, entrambe al limite della follia: la regina rossa che rappresenta perfettamente il nostro complesso infantile, l'Es, il tutto e subito, ma anche le gelosie non controllate, le ire fulminanti.</span></font><br style="font-family: Arial;" /><font size="2"><span style="font-family: Arial;">L'Io bambino insomma: ecco spiegato quindi il capo esageratamente grosso, rispetto al corpo sproporzionato.</span></font><br style="font-family: Arial;" /><font size="2"><span style="font-family: Arial;">Dall'altra parte la Regina Bianca, cos&igrave; dark, l'Io controllato, il SuperIo direi, difatti amata dai genitori pi&ugrave; che l'altra sorella, conformata ai suoi voti ma con un lato oscuro spiccato nel quale sono finite tutte le cose non accettabili, l'ira, la violenza, la rabbia, che riemergono in pulsioni di morte sopite ma non troppo.</span></font><br style="font-family: Arial;" /><font size="2"><span style="font-family: Arial;">Ecco che nella prima sorella spicca il Rosso, la vita, il desiderio, il sangue che pulsa laddove in qualche modo le emozioni non vengono frenate, mentre la seconda predilige un bianco asettico, prossimo al grigiore dovuto all'assenza di vita, all'ossessione, al controllo conpulsivo, che relega la vita nell'ombra e fa dominare la ragione.</span></font><br style="font-family: Arial;" /><font size="2"><span style="font-family: Arial;">Aspetti di noi, dunque?</span></font><br style="font-family: Arial;" /><font size="2"><span style="font-family: Arial;">Chi il migliore, chi il peggiore?</span></font><br style="font-family: Arial;" /><font size="2"><span style="font-family: Arial;">Archetipi anche.</span></font><br style="font-family: Arial;" /><font size="2"><span style="font-family: Arial;">Assoluti e senza ombre.</span></font><br style="font-family: Arial;" /><font size="2"><span style="font-family: Arial;">A questi aggiungiamo la follia del Cappellaio Matto il cui pensare scoordinato solo Alice riesce a fermare tenedogli la testa fra le mani o richiamandolo alla realt&agrave;.</span></font><br style="font-family: Arial;" /><font size="2"><span style="font-family: Arial;">Eppure &egrave; il Cappellaio che fra tutti riconosce la fanciulla che era stata bambina in modo inequivocabile, poich&egrave; i matti, i fools, sono borderline, esseri di confine in contatto con l'Altrove.</span></font><br style="font-family: Arial;" /><font size="2"><span style="font-family: Arial;">E il piccolo Brucaliffo sciamano di quel mondo fuma il suo insensato calumet vaticinando senza senso apparente fino a impartire ad Alice la sua lezione pi&ugrave; importante, quella della Morte/Trasformazione.</span></font><br style="font-family: Arial;" /><font size="2"><span style="font-family: Arial;">C'&egrave; tutto su questo campo di battaglia che &egrave; la grande scacchiera della nostra interiorit&ograve;, dove la Regina Rossa non verr&agrave; uccisa, bens&igrave; relegata, cos&igrave; come dovrebbe essere con tutte le funzioni moleste della nostra psiche, perch&egrave; nulla va distrutto, ma, potendo, ogni complesso negativo andrebbe tradotto in una funzione utile al nostro sviluppo interiore.</span></font><br style="font-family: Arial;" /><font size="2"><span style="font-family: Arial;">Jung docet.</span></font><br style="font-family: Arial;" /><br style="font-family: Arial;" /><br style="font-family: Arial;" /></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.animusetanima.com/dblog/articolo.asp?articolo=103]]></link>
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	<dc:date>2010-03-09T22:25:07+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Anima</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Il cuore e le tasche]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><font face="Arial"><font size="2"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">E&rsquo; stupefacente un libro come &ldquo;Crea il lavoro che ami&rdquo; di Rick Jarow. Per molti motivi, ma forse soprattutto perch&eacute; &egrave; stupefacente &ndash; ad esempio &ndash; l&rsquo;affermazione: &ldquo;Siamo stati condizionati a credere che l&rsquo;immaginazione sia meno importante e valida della concettualizzazione. Non c&rsquo;&egrave; niente di pi&ugrave; lontano dalla realt&agrave;.&rdquo;<img hspace="5" border="1" align="right" vspace="5" src="/public/crea-lavoro-ami.jpg" alt="" /><br />Io continuo a chiedermi cosa ci sia di logico nel continuare ad auto-deprimerci con la convinzione che viviamo &ldquo;in crisi economica&rdquo; mentre contemporaneamente attraversiamo l&rsquo;epoca storica di gran lunga pi&ugrave; ricca, da un punto di vista materiale. Talmente che con ogni probabilit&agrave; non ce ne saranno di pi&ugrave; ricche, siamo quasi giunti al punto-limite. Eppure &ldquo;siamo in crisi&rdquo;e perci&ograve; dobbiamo ancor di pi&ugrave; immolarci all&rsquo;altare dell&rsquo;iper-produzione. Non conta altro, in questa visione tipicamente occidentale, men che meno conta qualsiasi attivit&agrave; creativa che non si traduca in arricchimento quantificabile all&rsquo;esterno.<br />Ancora Jarow: &ldquo;Inibire la capacit&agrave; individuale di creare immagini &egrave; essenziale per inculcare il paradigma della produttivit&agrave;. Perch&eacute; il fantasticare &ndash; il sognare ad occhi aperti, fare lunghe e lente passeggiate e roba del genere &ndash; spreca tempo prezioso e &ldquo;produttivo&rdquo;. Invece di essere educati alle possibilit&agrave; e agli usi dell&rsquo;immaginazione, veniamo incoraggiati a farla defluire attraverso il sifone della televisione.&rdquo;<br />Ecco il punto centrale, credo: cos&rsquo;&egrave; davvero produttivo, cos&rsquo;&egrave; pi&ugrave; gratificante? Otto ore al giorno dedicate a un lavoro che magari odiamo ma che ci serve per acquistare quei beni che riteniamo irrinunciabili perch&eacute; cos&igrave; ci ha insegnato la televisione, oppure una passeggiata grazie alla quale ricontattiamo la nostra essenza interiore? E che dire dell&rsquo;arte? Quanto tempo ed energie investite per far sgorgare poche parole, poche pennellate, pochi suoni? Sono energie sprecate o comunque &ldquo;inferiori&rdquo; a quelle investite nel lavoro per il sostentamento materiale?<br />Poniamocele, queste domande, facciamolo perch&eacute; siamo ormai arrivati al punto di credere che la vita di chi ha la Ferrari sotto casa sia pi&ugrave; degna, bella, in ogni caso &ldquo;pi&ugrave;&rdquo; della vita di chi non ce l&rsquo;ha. Personalmente credo che tutte le Ferrari di questo mondo messe insieme non valgano nemmeno un frammento delle consapevolezze acquisite da un maestro spirituale. E voi, cosa credete?<br />Che l&rsquo;arte ci aiuti a volgere lo sguardo verso ci&ograve; che abbiamo nel cuore, disinteressandoci sempre di pi&ugrave; a cosa abbiamo in tasca.<br /></span></font><font size="2"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"></span></font></font></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.animusetanima.com/dblog/articolo.asp?articolo=102]]></link>
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	<dc:date>2010-02-25T22:23:26+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Animus</dc:creator>
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	<title><![CDATA[In attesa del chiarore]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font size="2" face="Arial"><span style="FONT-FAMILY: Verdana; COLOR: rgb(0,0,0)">&ldquo;Che cosa possono le leggi dove regna soltanto il denaro? La giustizia non &egrave; altro che una pubblica merce&hellip;&rdquo;. Il nuovo singolo di Battiato ci parla di un&rsquo;Italia anestetizzata, addomesticata da una pseudo-cultura materialistica ormai dominante. Sar&agrave; vero o falso? E&rsquo; un&rsquo;esagerazione? E&rsquo; un &ldquo;lamento politico&rdquo; mascherato da opera artistica? Come sempre capita, si dice e si dir&agrave; di tutto, ma sta di fatto che (anche) Battiato ci invita ad allargare lo sguardo, e lo fa con la forza genuina di un artista decisamente lontano dalle umane e piccole beghe politiche. Ci sono comportamenti che dovrebbero essere condannati sempre e comunque, non c&rsquo;entra lo schieramento di appartenenza. Semplice a dirsi, ma nel &ldquo;farsi&rdquo; sembra proprio che in molti non si riesca a guarda<img style="WIDTH: 260px; HEIGHT: 304px" hspace="5" alt="" vspace="5" align="right" src="/public/battiato.jpg" width="NaN" height="300" />re oltre la persona in s&eacute;. Questo &egrave; grave, molto, perch&eacute; all&rsquo;origine di una sistematica confusione: non si riesce pi&ugrave; a separare il simbolo dall&rsquo;atto, e cos&igrave; una persona che agisce in un certo modo viene approvata o condannata a prescindere dagli atti compiuti. Di pi&ugrave;: gli atti compiuti vengono addirittura ignorati. &ldquo;Inneres auge&rdquo;, il &ldquo;terzo occhio&rdquo;, l&rsquo;occhio interiore che permette di vedere &ndash; oltre il piano dell&rsquo;apparenza &ndash; l&rsquo;aura delle persone. Battiato ci ricorda che le persone andrebbero viste oltre le luci sfavillanti, le giacche-e-cravatte-e-guardie-del-corpo e le fin troppe parole assolutamente vuote di significato che pronunciano. Ma forse, a ben pensarci, tutto questo non accade proprio perch&eacute; inevitabile frutto di una certa cultura occidentale dominante? Una cultura nella quale ci&ograve; che pi&ugrave; appare, ci&ograve; che pi&ugrave; colpisce, in qualche modo viene considerato preferibile, &ldquo;superiore&rdquo;. &ldquo;Con le palpebre chiuse s&rsquo;intravede un chiarore che con il tempo &ndash; e ci vuole pazienza &ndash; si apre allo sguardo interiore.&rdquo; Le palpebre chiuse, il restarsene in disparte per meglio comprendere&hellip; s&igrave;, sono davvero valori e modi di agire profondamente estranei alla cultura dominante. Ma quel chiarore arriva per tutti, prima o poi, fa parte della Storia. Quella che guarda oltre gli avvenimenti. </span></font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.animusetanima.com/dblog/articolo.asp?articolo=98]]></link>
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	<dc:date>2009-12-11T20:40:30+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Animus</dc:creator>
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