Animus et Anima

Il progetto
Le collane
Servizi di consulenza
Novità editoriali
Eventi

Il blog
La mailing list
Newsletter
Sezione audio/video
Links

Contattaci
ANIMUS et ANIMA - Lo Spirito delle cose e l'Anima del mondo



"Che tu possa avere dei muri per il vento
un tetto per la pioggia
una tazza di the davanti al fuoco
risate per rallegrarti
quelli che ami accanto a te
e tutto ciò che il tuo cuore desidera."








Articoli
 
Di Animus (del 22/04/2008 @ 18:02:13, in Cultura e società, linkato 199 volte)
La cultura televisiva è ormai dominante. Una certa cultura televisiva. Quella che bandisce ogni interazione autentica. Non sto certo parlando della possibilità di scegliere con il telecomando questo o quel programma né della possibilità di rispondere alla domanda A del quiz “intelligente” con le opzioni B, C o D. L’approccio al mezzo televisivo è illuminante sul nostro approccio, in generale, ai mezzi di informazione. Vi siete accorti del fatto che già oggi viviamo di informazione più che di qualsiasi altra cosa, e che in futuro sarà una tendenza sempre più marcata? Con uno scenario di mass media sempre più invadenti, “dolcemente aggressivi”, convincenti, quale spazio c’è per una cultura fondata sulla capacità critica e analitica individuale? Certo, è un discorso che non può procedere per assoluti (ogni individualità è comunque frutto di un’infinità di stimoli e insegnamenti che arrivano dall’esterno), ma mi chiedo cosa accade quando le influenze si fanno talmente forti da diventare dominanti. Cosa accade quando la verità ha un unico volto? Questa tendenza ci apre a scenari politici, sociali, economici, ben noti a tutti, ma qui interessa fare un discorso più squisitamente culturale, e quindi vorrei porre in evidenza il pericolo di un appiattimento che disinnesca – lentamente ma inesorabilmente – la capacità individuale di sviluppare chiavi di lettura non accomodanti, non assecondanti aprioristicamente ciò che arriva. E’ una questione di approccio, insomma, e spesso sembra non ci rendiamo conto dell’enorme differenza tra un accostamento passivo e uno invece attivo. E’ una differenza sostanziale. Se le capacità critiche vengono sempre più offuscate da una pseudocultura fatta di veline-soap-cronacanera-nataliinindia-varimetrisoprailcielo e chi più ne ha più ne metta, in una corsa alla mediocrità che è tale soprattutto perché funzionale ad un consumismo che vuole equiparare l’approccio alla cultura a quello di qualsiasi prodotto materiale (acquista-consuma il più velocemente possibile-scarta-acquista...), forse è il caso che si faccia sentire maggiormente anche chi, con rigore e passione, coltiva qualcosa che va oltre i calendari illustrati e una scrittura dimenticata due giorni dopo aver chiuso il libro. Anche da questo punto di vista, internet rappresenta una concreta speranza alternativa all’andazzo generale. C’è spazio davvero per tutto, perciò anche per il rigore di chi prova a dire che è molto più importante far nostre – magari attraverso gli strumenti offerti dall’arte – le chiavi di accesso alla nostra anima per “capirci” e capire, piuttosto che concentrarci sull’arricchimento materiale. E’ uno stile di vita, è un modo di essere come lo è quello di chi accumula ricchezze materiali. Qui non interessa stabilire un “meglio” o un “peggio”, ma affermare che – forse – se non si sceglie, se non si critica, si è davvero più o meno in balìa di chi fa la voce più grossa, suadente perché non abbiamo gli strumenti culturali per leggere tra le righe. E non è il conto in banca ad offrirceli, questi strumenti.
 
Di Anima (del 16/01/2008 @ 12:22:24, in Su Animus et Anima, linkato 265 volte)

Ciro Rosenbaum

Io sono Ciro

Animus et Anima, 2007, Salerno

Collana I passaggi di Persefone

Prima edizione settembre 2007

Design bn grafica (bn@frontieraimmaginifica.it)

Disegno in copertina di Ciro Rosenbaum

A cura di Maria Vittoria Santarsiero, con la collaborazione di Antonio Pisano e Tiziana Gallo.

Prefazione di Francesco Sicilia

Copertina in cartoncino con alette.

Formato 15 x 21; 64 pagg.

Prezzo: 8 euro

Nel testo che apre questa accorata ma luminosa raccolta, Ciro Rosenbaum si chiede se il suo tempo sia finito. Dopo aver letto ciò che la sua profondità d’animo ci dona, noi sappiamo che non è così. Nessun tempo può finire, quando è tempo che accoglie l’anima di chi sa – ancora e sempre – come parlarci.

(Francesco Sicilia)

II (a G.)

Rivedo nel chiarore di un raggio di luna

che oscilla tra le ombre di un cielo

tempestoso

il tuo volto

e leggo l’ansia di un’attesa

la dolcezza triste di un vero amore.

VIII

Sprofondare nel tuo seno

nel caldo della tua bocca

giù nel profondo dell’amore, sogni!

In questi giorni uguali e vuoti,

in questo nostro inferno.

Eppure…

Sono legato a questa vita

come un insetto alla carta moschicida.

XI

Seguiamo incantati le vie

dell’amore, non c’è meta

né sosta nel viaggio.

Ci guida tra ansie, timori,

speranze

una luce che brilla,

scompare, riappare.

PILLS PILLS PILLS PILLS PILLS PILLS

Nel dominio delle idee

esplorerò il continente di cui ho solo intravisto le coste.

Organicamente mi fonderò con il ritmo universale,

e danzerò senza più tempo né spazio

l’attimo della mia presente vita.

Lo videro andare via

in un’alba di rugiada.

La musica era finita,

i sorrisi si stavano spegnendo,

lo videro andare via per la sua strada,

accompagnato dal vento.

Io all’Inferno ci sono stato e forse anche in Paradiso, non mi resta che questa squallida terra che non riesce più a farmi gioire.

Lunghi giorni di noia mi attendono e lunghe notti.

Folle grigie, città deserte, monotone occupazioni. Sono tornato e ho il cuore sempre più vuoto d’amore.

Ho ingannato e sofferto, pianto e gioito, imprecato e ringraziato il cielo e gli uomini, tutto ciò per scoprire che non c’è nulla che valga la pena!

Alle 3 nella folla di un club, ballo, imitando goffamente un volo d’uccello, facce sorridenti o tese che cercano scampo da questo freddo mondo di stupide soddisfazioni, notte fuori, calma come deserto. Vento, freddo, luce al neon, poi il mattino.

15 del giorno dopo, caffè fumante e il sole indifferente splende sulle nostre confuse vite.

Le catene dell’amore ho spezzato per restare solo, ma non mi riesce d’essere felice, no! Non mi riesce il volo. Giorni d’impegno mi attendono, scusami diario se ti lascio in bianco ma ritornerò, lo sai.

Invero.

Solamente l’amore non ha inverno, non muore mai, né si cura di tempeste e plumbei cieli. E il mio per te non avrà mai fine, sebbene sia fiacco il canto delle mie labbra.

 
Di Animus (del 19/11/2007 @ 09:06:05, in The books of magic, linkato 307 volte)

Voglio ricollegarmi all’articolo di Anima sulla ricerca della Visione. Mi è tornato in mente più volte mentre leggo, in questi giorni, un illuminante libro di Rick Jarow, Crea il lavoro che ami. Preciso subito, dato che il titolo potrebbe trarre in inganno, che non ha nulla da spartire con quel filone… come chiamarlo? Mi viene “pensa-ininterrottamente-a-far-soldi-e-a-divorare-gli-altri”, mi sembra una definizione appropriata. Insomma, mi riferisco a quei libri che hanno titoli del tipo “I sette pilastri del successo”, con l’autore in copertina in posa dinamica dal sorriso smagliante assolutamente falso e magari atteggiato anche con il pollice alzato alla Fonzie.

I libri sono ovviamente solo una parte, un frammento di un modus vivendi che ci è entrato dentro in profondità, talmente che consideriamo del tutto normale la costante, quotidiana spinta che guida la stragrande maggioranza delle persone ad accettare lavori lontanissimi dalla propria anima, dalle proprie energie interiori, perché lavorare è prioritario su qualsiasi altra esigenza, su qualsiasi altro bisogno. Questo appare ormai come il comandamento assoluto, più potente anche dei dieci comandamenti per chi è cattolico. Eppure, se ci fermiamo a riflettere almeno per un istante, ci rendiamo conto che un tale modus vivendi è qualcosa che appartiene all’epoca contemporanea, che si è sviluppato grazie alla corsa sempre più accentuata al consumismo, e che quindi nelle epoche passate i tipi con il pollice alzato alla Fonzie sarebbero stati quanto meno derisi.

Però noi viviamo nel terzo millennio, e la domanda da porci è: cosa è davvero essenziale per la nostra vita? Siamo ininterrottamente bombardati da talmente tanti stimoli consumistici che in genere non ci rendiamo nemmeno più conto di essere entrati nel vortice “produci-consuma-produci-consuma…”. Dov’è la nostra essenza, in tutto questa frenesia? Ci sono istanti in cui vi sentite davvero appagati, in cui vi fermate e pensate: “Ora sono davvero completamente a mio agio, non ho bisogno di altro.”? Probabilmente ad esser sinceri la risposta è negativa in modo sistematico, perché siamo sempre raggiunti da qualche nuovo, ulteriore stimolo che ci spinge a consumare qualcosa che non abbiamo ancora consumato.

Dov’è la nostra essenza, in tutto questo? Provocatoriamente, ne “Il ballo del potere” Battiato canta: “I Pigmei dell'Africa, si siedono per terra / con un rito di socialità, / tranquilli fumano l'erba.” La provocazione sta nel farci notare che persino certe droghe leggere che sono sempre state canali per incontrare parti più profonde di noi stessi, in questa corsa senza traguardo vengono completamente svilite nella loro funzione quasi sacra, per essere vissute semplicemente in un’ottica consumistica che quindi si ripropone, ancora e ancora. E’ sintomatico, non trovate anche voi?

A cosa si può ricorrere, per ricollegarsi alla propria integrità, se non alla scintilla della magia interiore? Scrive Jarow:

“Inibire la capacità individuale di creare immagini è essenziale per inculcare il paradigma della produttività. Perché il fantasticare – il sognare ad occhi aperti, fare lunghe e lente passeggiate e roba del genere – spreca tempo prezioso e “produttivo”. Invece di essere educati alle possibilità e agli usi dell’immaginazione, veniamo incoraggiati a farla defluire attraverso il sifone della televisione. La dimensione visionaria dell’esperienza umana è essenziale, ma quando viene svalutata, finisce per colare attorno e noi diventiamo, come dice Eliot, “distratti dalla distrazione nella distrazione.” (in “Four Quartets”).”

Se il lunedì mattina ci svegliamo con un senso di oppressione che non ci lascia fino a quando non riusciamo a distrarci con qualcosa che ci fagocita, non è detto che l’anomalia sia in noi. Questo ce lo ricorda proprio la magia, quella scintilla interiore che ci giunge da un passato talmente antico da averne perso la memoria cosciente, eppure non per questo meno tangibile, meno reale. Qual è la Visione interiore che ci appartiene davvero? Forse i tempi sono maturi per riappropriarci di flussi energetici e capacità che Mr. McDonald’s vorrebbe continuare ad annullare. Della nostra eredità naturale fa parte lo scoprire che in noi ci sono forze più che sufficienti per riuscire a trovare un posto nel mondo in sintonia con la nostra essenza, e anche per accorgerci che è una battaglia inutile e disperata adeguarci a ritmi e valori che non ci appartengono facendolo col sorriso sulle labbra. Sarà inevitabilmente sempre un sorriso falso, forzato, esattamente come quello che ci rimandano le copertine di certi libri.

 
Ci sono 7 persone collegate

< agosto 2008 >
L
M
M
G
V
S
D
    
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
             

Cerca per parola chiave
 

Titolo
Adriana Novello legge Francesco Sicilia (1)
Adriana Novello legge Maria Luisa Pesce (1)
Anais Nin (1)
Arte contemporanea (1)
Cultura e società (1)
Eventi (4)
Giuni Russo (1)
Hildegarda di Bingen (1)
Ispirazione poetica (1)
La parola scritta (1)
Manlio Sgalambro (1)
Marion Zimmer Bradley (1)
Michael Onfray (1)
Oriana Fallaci (1)
Pablo Neruda (1)
Pari opportunità (1)
Patrizia Valduga (1)
Poesia erotica femminile (6)
Riner Maria Rilke (1)
Sinan Gudzevic (1)
Stephen King (1)
Su Animus et Anima (19)
Sul Mito (3)
Sulla Bellezza (4)
Sulla Poesia (1)
Sulla Religione (1)
Sull'Ironia (2)
The books of magic (3)

Archivio
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008

Ultimi commenti:
Ho avuto la fortuna ...
25/03/2008 @ 08:28:33
Di Raffaella Rossi
Appoggio felicemente...
25/03/2008 @ 08:24:14
Di Raffaella Rossi
Battiato parla bene,...
29/01/2008 @ 16:51:04
Di Fulvio Fapanni
mi sono piaciute del...
29/01/2008 @ 16:29:45
Di Fulvio Fapanni
A proposito di tutto...
25/01/2008 @ 15:42:31
Di monica
VI CONSIGLIO LA LETT...
25/01/2008 @ 15:35:47
Di monica
La poesia è arte. Tu...
25/01/2008 @ 15:29:21
Di monica
Il movente è sempre ...
25/01/2008 @ 15:26:11
Di monica
Credo che il libro d...
22/01/2008 @ 13:28:56
Di Rino
L'altra sera in tv h...
11/12/2007 @ 09:04:43
Di Animus

Titolo
Altre Americhe (4)
CHARADE/Babele (9)
CHARADE/Baol (8)
CHARADE/LoungeBar (6)
CHARADE/Lungoirno (4)


Titolo
Listening
Safari di Lorenzo Cherubini

Reading
Lost girls di Alan Moore e Melinda Gebbie

Watching
Nausicaa di Hayao Miyazachi.


Titolo



20/08/2008 @ 13.09.03
script eseguito in 63 ms




Design by
:: maknef.communication ::