Ciro Rosenbaum
Io sono Ciro
Animus et Anima, 2007, Salerno
Collana I passaggi di Persefone
Prima edizione settembre 2007
Design bn grafica (bn@frontieraimmaginifica.it)
Disegno in copertina di Ciro Rosenbaum
A cura di Maria Vittoria Santarsiero, con la collaborazione di Antonio Pisano e Tiziana Gallo.
Prefazione di Francesco Sicilia
Copertina in cartoncino con alette.
Formato 15 x 21; 64 pagg.
Prezzo: 8 euro
Nel testo che apre questa accorata ma luminosa raccolta, Ciro Rosenbaum si chiede se il suo tempo sia finito. Dopo aver letto ciò che la sua profondità d’animo ci dona, noi sappiamo che non è così. Nessun tempo può finire, quando è tempo che accoglie l’anima di chi sa – ancora e sempre – come parlarci.
(Francesco Sicilia)
II (a G.)
Rivedo nel chiarore di un raggio di luna
che oscilla tra le ombre di un cielo
tempestoso
il tuo volto
e leggo l’ansia di un’attesa
la dolcezza triste di un vero amore.
VIII
Sprofondare nel tuo seno
nel caldo della tua bocca
giù nel profondo dell’amore, sogni!
In questi giorni uguali e vuoti,
in questo nostro inferno.
Eppure…
Sono legato a questa vita
come un insetto alla carta moschicida.
XI
Seguiamo incantati le vie
dell’amore, non c’è meta
né sosta nel viaggio.
Ci guida tra ansie, timori,
speranze
una luce che brilla,
scompare, riappare.
PILLS PILLS PILLS PILLS PILLS PILLS
Nel dominio delle idee
esplorerò il continente di cui ho solo intravisto le coste.
Organicamente mi fonderò con il ritmo universale,
e danzerò senza più tempo né spazio
l’attimo della mia presente vita.
Lo videro andare via
in un’alba di rugiada.
La musica era finita,
i sorrisi si stavano spegnendo,
lo videro andare via per la sua strada,
accompagnato dal vento.
Io all’Inferno ci sono stato e forse anche in Paradiso, non mi resta che questa squallida terra che non riesce più a farmi gioire.
Lunghi giorni di noia mi attendono e lunghe notti.
Folle grigie, città deserte, monotone occupazioni. Sono tornato e ho il cuore sempre più vuoto d’amore.
Ho ingannato e sofferto, pianto e gioito, imprecato e ringraziato il cielo e gli uomini, tutto ciò per scoprire che non c’è nulla che valga la pena!
Alle 3 nella folla di un club, ballo, imitando goffamente un volo d’uccello, facce sorridenti o tese che cercano scampo da questo freddo mondo di stupide soddisfazioni, notte fuori, calma come deserto. Vento, freddo, luce al neon, poi il mattino.
15 del giorno dopo, caffè fumante e il sole indifferente splende sulle nostre confuse vite.
Le catene dell’amore ho spezzato per restare solo, ma non mi riesce d’essere felice, no! Non mi riesce il volo. Giorni d’impegno mi attendono, scusami diario se ti lascio in bianco ma ritornerò, lo sai.
Invero.
Solamente l’amore non ha inverno, non muore mai, né si cura di tempeste e plumbei cieli. E il mio per te non avrà mai fine, sebbene sia fiacco il canto delle mie labbra.
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